Il Giudizio e la Leadership

Durante le mie sessioni di coaching mi ritrovo spesso a parlare di giudizio.

Giudicare è un comportamento che l’essere umano è portato in maniera naturale a utilizzare, per valutare qualsiasi cosa e qualsiasi situazione, per capire se quella stessa può essere pericolosa oppure no.

La mente umana è strutturata per proteggerci e mantenerci al sicuro, è per questo valutiamo e giudichiamo.

Questo, però, non ha nulla a che fare con il criticare, parlare male, e sentenziare. Cosa che spesso facciamo con il mondo intorno a noi, e, molte volte, anche con il mondo dentro di noi.

Venerdì mi sono trovata a riflettere e a lavorare, ancora una volta, con una mia cliente riguardo questo schema di comportamento che, nonostante il costante allenamento, ogni tanto riappare.

Voglio domandarti: quale è il tuo rapporto con il giudizio? Ti sorprendi a giudicare e a criticare il mondo che ti circonda e magari, a volte, anche te stesso?

Il giudizio è un tema importante nella vita di tutti noi e, come per molti, ha caratterizzato anche il mio percorso di crescita personale e il mio viaggio di formazione che mi ha portata oggi a essere chi sono, una Coach.

Nel lavoro del coaching è fondamentale la sospensione del giudizio per poter essere di supporto e di aiuto ai nostri coachee, per accogliere, apprezzare e comprendere il loro mondo interiore, così da poterli guidare e sostenere i nostri clienti nel loro viaggio di trasformazione, evoluzione, ed espansione.

Giudicare come criterio di valutazione è un modello comportamentale che, come detto prima, è naturale e normale se finalizzato al tenerci al sicuro dal pericolo per la nostra sopravvivenza.

Lo schema comportamentale del giudizio è spesso anche associato a quelle che Tony Robbins, mio Maestro e Mentore, definisce le nostre paure primarie: la paura di non essere abbastanza e quindi la paura di non essere amati.

Nel percorso di formazione per diventare Trainer nel mondo Robbins ho sentito spesso parlare di leadership, di giudizio e di paure primarie, tre concetti tutti correlati tra loro.

Sai quale è la definizione di Leadership?

La Leadership è la capacità d’influenzare in modo significativo i pensieri, i sentimenti, le azioni e i comportamenti di coloro che guidi. Ed eccoci qui al punto, come dice proprio Tony: “Non puoi influenzare qualcuno quando lo stai giudicando.”

Durante un seminario chiamato Leadership Academy che stavo servendo proprio nel ruolo di Leader sono ricaduta anche io nel pattern del giudizio e della critica, ancora una volta, nonostante tutti i percorsi di crescita personale e tutti i corsi di formazione fatti.

Dato il ruolo da me rivestito nel seminario ho voluto chiedere un confronto immediato con una mentore per capire meglio quello che stava succedendo. Raccontandole il comportamento che avevo messo in atto, ecco che è arrivata la domanda cruciale: “Quante volte hai criticato te stessa negli ultimi giorni?”

Ebbene sì, questo significa che se si ricade in questa abitudine comportamentale, vuol dire che ancora non si ha smesso di metterla in atto proprio con noi stessi.

Non era quindi possibile pensare di poter influenzare in modo significativo i miei pensieri, i miei sentimenti, le mie azioni e i miei comportamenti se continuavo a giudicarmi e criticarmi.

La mia mentore infine, mi disse: “È l’ampiezza della capacità della tua Leadership che conta. Se vuoi procedere con il cambiamento di questa abitudine devi cominciare da te stessa e con te stessa.”

Ci sono 4 livelli per misurare l’ampiezza della capacità della tua Leadership:

  1. Misurando la tua capacità d’influenzare te stesso: puoi influenzare te stesso costantemente per un bene superiore.
  2. Misurando la tua capacità d’influenzare un’altra persona: puoi influenzare costantemente una persona al tuo corrente livello. Sei adesso un bravo genitore, un grande amico, un eccellente mentore.
  3. Misurando la tua capacità d’influenzare un gruppo di persone: puoi influenzare molte persone contemporaneamente. Sei adesso un ottimo insegnante, un manager esemplare, un grande Leader di gruppi.
  4. Misurando la tua capacità d’influenzare un gruppo di persone senza la tua presenza: puoi influenzare molte persone senza che tu debba essere lì presente.

Puoi solo influenzare qualcuno al livello di ampiezza che hai imparato, e puoi farlo partendo dal concetto imprescindibile: “Non puoi influenzare qualcuno quando lo stai giudicando.”

Nel mondo Robbins si dice: “Lead yourself first!”

Guida te stesso per primo!

Il pattern del comportamento da cambiare era per primo il mio.

Ti chiederai, quindi adesso cosa devo fare? Come posso fare una grande differenza nella mia capacità d’influenzare positivamente me stesso e di conseguenza anche gli altri?

Ti chiedo quindi quale è secondo te l’antidoto al giudizio e alla critica?

Ho imparato che la “kryptonite”, che l’antidoto alla critica e al il giudizio è l’Apprezzamento.

Il riconoscere e l’attribuire un pregio. Trovare la bellezza delle cose e delle persone, anche la più piccola, degna di apprezzamento.

Questo nuovo comportamento conduce all’apertura verso l’amore, verso la gratitudine, verso la comprensione, e verso l’accettazione.

Questa nuova azione che deve partire da dentro di noi per noi, per poi poter uscire all’esterno verso le altre persone.

Trova sempre ciò che apprezzi, pur piccolo che sia, in te stesso e negli altri, in modo da creare una abitudine così potente da non cadere più nel vecchio schema, perché ora che provi queste nuove emozioni e questi sentimenti ti risulterà difficile ricadere nella critica e nel giudizio.

Tornando alla mia cliente di venerdì, ha condiviso con me che sarebbe dovuta andare a un corso che le hanno regalato a Natale, non ne aveva voglia e riteneva la docente insopportabile e antipatica, ma nonostante questo si trovava nella condizione di dover andarci per forza. Mentre parlava si è accorta immediatamente da sola che stava criticando e che questo atteggiamento le stava provocando una totale chiusura verso quello che avrebbe dovuto affrontare. Era opportuno farle vedere la situazione da un’altra prospettiva per prepararsi a poter godere appieno del corso e imparare da esso il più possibile.

Le ho domandato di pensare intensamente a questa docente e di trovare un piccolo particolare, una piccola cosa, anche un piccolissimo dettaglio di questa persona da apprezzare. Quando lo ha trovato in un attimo la sua attitudine nei confronti di questo corso è cambiata radicalmente, immediatamente si è aperta in lei la volontà di ascoltarla e di apprendere il massimo da questa esperienza.

Lunedì sera mi ha chiamata e mi ha detto: “Il corso è stato bellissimo, lei è bravissima e io ho imparato tantissimo. Ho capito che quando apprezzi non puoi fare altro che aprirti e accogliere.”

Cambiare questo comportamento e trasformarlo dal giudizio all’apprezzamento non è semplice, per questo voglio condividere con te una facile strategia che ho utilizzato personalmente dopo quella lontana conversazione con la mia mentore.

Ero davvero motivata a interrompere il vecchio comportamento, nocivo per me e per le persone intorno a me, e ero decisa mettere in pratica il nuovo comportamento, guidato dall’apprezzamento e dall’amore.

Sono passata immediatamente all’azione, ho preso un nastro di tessuto e ne fatto un braccialetto, ho scritto da un lato “NO Giudizio” e dall’altro “Gratitudine & Apprezzamento”, e l’ho indossato.

Ogni volta che mi sorprendevo a giudicare e criticare me stessa, prendevo il braccialetto e lo spostavo da un polso all’altro, accompagnando questo gesto con uno di apprezzamento e amore nei miei confronti: mi dicevo una parola o una frase amorevole e facevo un atto di riconoscimento, una semplice pacca sulla spalla per elogiare quello che stavo trasformando.

Inizialmente spostavo il braccialetto molto spesso, poi, a un certo punto, è rimasto a lungo sullo stesso polso e sebbene avessi smesso di spostarlo non avevo mai smesso di fare quei piccoli gesti di apprezzamento e di amore quotidiani nei miei confronti.

Un bel giorno l’ho tolto dal polso e l’ho appoggiato sulla mia scrivania, sotto al computer, davanti ai miei occhi, dove ancora oggi posso vederlo tutti i giorni, per ricordarmi il percorso fatto, per ricordarmi il grande passaggio fatto al mio livello successivo.

Oggi mi ritrovo ad amarmi e apprezzarmi anche nelle mie più piccole cose, e sono soddisfatta di aver raggiunto il mio più alto scopo, quello di mettermi al servizio dei miei clienti con la massima apertura e comprensione, con profondo apprezzamento del loro mondo interiore, così da eseguire il mio lavoro al massimo del mio potenziale, applicando la sospensione di giudizio nelle sessioni con i miei coachee.

Trova anche tu ogni giorno quella piccola cosa che apprezzi di te e negli altri e immediatamente ti aprirai all’apprezzamento e all’amore per vivere la tua vita lontano dalla critica e dal giudizio e per essere un vero leader di te stesso.

Laura Sforza
Autore
Laura Sforza

NLP & Tony Robbins Trainer, Robbins & Madanes Coach, Strategic Intervention Life Coach.

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