ll Mio Nuovo Caos

Hai mai avuto quella cosa che devi fare e che sai di dover fare e che rimandi, rimandi, rimandi, rimandi…

Ecco, io il fine settimana passato mi sono trovata finalmente a prendere una decisione che procrastinavo e rimandavo da anni: sistemare la libreria del mio studio.

Sapevo che dovevo riordinare, mettere a posto, eliminare, buttare via, ma non trovavo il tempo, la voglia o il motivo giusto per farlo.

Sapevo bene che passavo gran parte del mio tempo in mezzo a cose che oggi non sono più utili, e funzionali per la mia vita e il mio lavoro. Nonostante sapessi bene in quale brutta situazione mi trovavo, rimandavo perché era diventata ormai la mia normalità e mi ero abituata a essa.

A un certo punto però non potevo più resistere in mezzo a quella confusione, in mezzo a tutte quelle cose vecchie e nuove, che mischiate insieme provocavano solamente “casino”.

Qualcuno lo chiama anche teneramente “il mio casino”, ma sempre casino è. Sappiamo bene che prima o poi bisogna sistemarlo, altrimenti lo farà da sé per sé, inevitabilmente.

Nessun sistema, nessun essere, può sfuggire al rigenerarsi spontaneamente.

Ma è veramente il “nostro casino” o è qualcosa che si è creato nel corso del tempo, senza una logica, senza una consapevolezza, senza una volontà, cose che si sono messe in fila una dietro l’altra per puro caso, come un accumulo di ore, di giorni…?

Freud diceva: “L’uomo civile ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po’ di sicurezza”. Frase usata per suggerire che, di fronte a due scelte, preferiamo attenerci a qualcosa di familiare anche se spiacevole, questo perché l’alternativa potrebbe essere peggiore della situazione attuale, poiché ancora sconosciuta.

Il mio momento giusto è arrivato, ho deciso e ancora più importante ho agito. Ho svuotato tutta la libreria e ho distribuito libri su tutto il pavimento di casa, mettendomi nelle condizioni di non poter più tornare indietro e trovarmi finalmente a sistemare “il mio casino”.

WOW che bello! Ce l’ho fatta!

Ho preso una decisione e ho agito su di essa e indovina un po’, proprio come diceva Freud, invece di essere contenta, soddisfatta, ed entusiasta mi sono detta: ma chi me lo ha fatto fare?!

Eh sì, per un attimo mi sono pentita, ho rimpianto “il mio vecchio casino”, ho rimpianto le mie vecchie sicurezze, quelle stesse che hanno provocato in passato proprio quel disordine.

Mi si proponeva adesso un nuovo ordine da decidere, da gestire e organizzare. Un nuovo e ancora sconosciuto ordine.

Nella mia testa giravano pensieri e dubbi. Mi troverò a buttare cose che nel passato mi servivano. Come farò a farne senza? Mi troverò a ordinare le cose in una nuova sequenza. Come farò a trovare ciò che cerco?

Le incertezze che emergono ci fanno uscire dalle nostre abitudini, ci fanno uscire dalla nostra zona di comfort, e ci ritroviamo in questa nuova cosa sconosciuta, come direbbe Freud.

Siamo disposti quindi a barattare un po’ della nostra felicità per queste sicurezze?

Sì! Perché in queste insicurezze si scopre una nuova certezza, quella di non essere più la persona che ha dato al casino il potere di crearsi, ora si svela una persona nuova con nuovi bisogni e desideri, alla guida delle proprie decisioni, delle proprie scelte e della propria vita.

Attraverso queste incertezze si cresce e si diventa capaci di mettere le cose nel posto giusto, di decidere consapevolmente dove metterle così da trovarle più semplicemente, perché adesso hanno un nuovo ordine che voglio definire: “Il mio nuovo Caos.”

Voglio chiamarlo così per rifarmi alla teoria del caos, che ci parla di una sequenza ordine-disordine-ordine della natura e dell’universo, questa alternanza tra Caos e Ordine è fondamentale per l’esistenza e per la nostra vita.

Il termine “caos” rinvia principalmente a uno stato di disordine e anche a una sorta d’indeterminazione della nostra mente che, percependo un oggetto sconosciuto, segnala il pericolo.

Questa incertezza data dal pericolo deve essere accolta, non respinta, perché è proprio in questo momento che ci ritroviamo a crescere, a evolverci, e a diventare davvero chi vogliamo essere.

Sistemare la libreria mi ha riportata al giorno in cui ho deciso d’intraprendere un percorso nel mondo della crescita personale, e ho trovato molte analogie tra queste due situazioni.

Mi ricordo che quel giorno mi sono detta, proprio come ho fatto adesso: basta, così non posso più andare avanti, è ora il momento di cambiare!

Quel giorno ho deciso di allontanarmi dal “mio casino” e andare incontro al “Mio Nuovo Caos”.

Ciò che ritenevo difficile e impossibile in un attimo è diventato realizzabile, e sapendo che il percorso non sarebbe stato facile, ho agito e sono andata avanti, alcune volte ho desiderato tornare indietro, ma una volta presa la decisione, come ho fatto anche adesso, mi sono messa nelle condizioni di non tornare più indietro e posso dire che la mia vita da quel giorno è diventata più semplice guidata da me.

Il risultato finale che ne deriva da questa alternanza di ordine-disordine-ordine è una nuova struttura, ordinata da noi, dove non vi è eccesso né mancanza, perché Caos non è “casino” e questa nuova sequenza se consapevolmente anticipata e guidata può portarci al destino che abbiamo sempre desiderato per noi.

Quale è l’insegnamento da trarre da tutto questo?

Nel corso del tempo inevitabilmente si accumulano cose nella libreria esattamente come nella nostra vita, ogni tanto dobbiamo fermarci e fare ordine. Facendo chiarezza, eliminando ciò che non serve più e creando un Nuovo Nostro Caos, quel caos dove si cresce e si evolve, diventando una persona nuova, cresciuta e più completa.

In attesa del Mio prossimo Nuovo Caos ti auguro un buon momento di ordine!

Laura Sforza
Autore
Laura Sforza

NLP & Tony Robbins Trainer, Robbins & Madanes Coach, Strategic Intervention Life Coach.

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